Dono fino… allo spreco

Quella sera, il profumo di nardo riempì la casa di Betania, coprendo i buoni odori della cucina di Marta e quelli della campagna che nel suo risveglio primaverile salivano dalla valle fino alla casa dove stavano cenando Gesù, Lazzaro e le sue sorelle.

Tanto «spreco» compiuto da Maria non ha cambiato il destino di Gesù, i suoi piedi che ancora odoravano di nardo, dopo alcuni giorni sono stati trucemente perforati dai chiodi. Un gesto, quello di Maria, che non ha sfiorato il cuore di Giuda che stava vendendo il maestro per una somma almeno dieci volte inferiore al profumo versato.

A che cosa servono i gesti che non hanno una efficacia monetizzabile? La gratuità spesso è soffocata dal profitto. E in questa pandemia, a che cosa serve un po’ di profumo, si chiami sorriso, delicatezza, rispetto, considerazione…? I gesti di gratuità non saranno conteggiati in busta paga, non cambieranno il corso delle vicende umane né sanitarie, tantomeno economiche, ma possono cambiare l’aria, l’atmosfera delle nostre città, delle case e soprattutto del cuore.

Non tutti hanno la fortuna di aver da parte, per l’occasione speciale, qualcosa di tanto prezioso come Maria di Betania, ma tutti possediamo «un sorriso» che «non costa nulla e vale molto».  Scorrano fiumi di questo «profumo» perché chiunque possa sentirsi oggetto prezioso di predilezione!

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