La difficile arte di «accompagnare»

carcelen_giovani1 (640x481)Mi piace ospitare direttamente in un post la riflessione ed il «grido di aiuto» di un giovane impegnato in prima fila nella pastorale giovanile della sua parrocchia e nell’educazione dei ragazzi nella scuola: Marco Loca.

Siamo consapevoli che ascoltare, accompagnare, illuminare, sostenere, educare, formare… i giovani è un’arte che non si apprende a scuola, non ha tecniche e suggerimenti certi da applicare alla lettera… L’unica via certa e valida è la preghiera e l’apertura allo Spirito animati da «passione» e «com-passione» per questa periferia esistenziale oggi particolarmente trascurata qual è la gioventù. Eppure, in linea con l’opera di misericordia che stiamo trattando (Dare consigli a chi ne ha bisogno!) rilancio ai lettori del blog la richiesta di un dialogo aperto, che contribuisca ad un confronto fraterno su un tema che a noi Figlie dell’Oratorio è particolarmente caro: l’accompagnamento della gioventù per la quale Madre Ledovina invitava le suore a «non lasciare nulla di intentato per operare tutto il bene possibile in mezzo ad essa» e per la quale don Vincenzo ci inviò disposto a sacrificare tutti quei segni esteriori che potevano risultare di ostacolo all’avvicinamento delle giovani più… «lontane».

Pur essendo già pubblicato nei commenti, riporto il testo di Marco integralmente

«In questi giorni sto pensando molto al mio impegno a fianco dei giovani. Sabato una mia ex alunna, tanto bella quanto fragile, ha deciso di togliersi la vita. Oltre al dispiacere dei primi giorni, adesso è il momento in cui sorgono gli interrogativi e molte certezze si incrinano.

Come poter aiutare i ragazzi, senza che essi si sentano oppressi di attenzioni o di dure opinioni, che noi consideriamo consigli?

Come portare il cuore dei ragazzi ad interrogarsi ed a mettersi in discussione ?

Grazie della possibilità di questo confronto».

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