«Vegliate e pregate in ogni momento»

«Voi tutti che passate per la via, considerate se c’è un dolore simile al mio» (Lamentazioni 1,12).

Gerusalemme, la città santa devastata dalle truppe del re babilonese Nabucodonosor nell’anno 586 a.C. è raffigurata come una vedova sconsolata che lancia al cielo l’eterno interrogativo dei sofferenti: come mai Dio ha lasciato allo straniero la libertà di infierire su Sion?
È il lamento sconsolato che gli autori spirituali del Medioevo ponevano sulle labbra della Mater Dolorosa, con il figlio morto deposto dalla croce e abbandonato sulle sue ginocchia.
È l’esperienza dei nostri giorni. Famiglie, comunità locali, città popolose, intere regioni colpite duramente e tragicamente dalla pandemia.
Quale considerazione si attendeva la vedova di Gerusalemme, la Mater Dolorosa?
E noi quali risposte cerchiamo di fronte a questi fatti che tanto sconvolgono le nostre vite?
È certo che un’ampia fetta di sofferenza dell’umanità nasce dalle ingiustizie perpetrate da molti. Il dono della libertà si rivela spesso come un ordigno che è tra le nostre mani ed esplode ferendo noi e gli altri.

Nel clima di incertezza e turbamento che avvolge il mondo in questo tempo, risentiamo le parole del Signore: «Vegliate e pregate in ogni momento». Siamo esortati a guardare sempre la nostra vita e la storia del mondo alla luce della croce di Cristo e della sua vittoria sulla morte, sul male e sul peccato.
Non sappiamo quello che accadrà nei prossimi mesi, ma abbiamo la certezza di essere già stati inseriti nel disegno di salvezza di Dio. Confidiamo in Lui e mettiamo tutta la nostra speranza nella sua misericordia.

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