Dissotterrare i sogni (Un insolito evento in Paradiso – 3)

Don Vincenzo questa volta non era proprio riuscito ad «entrare» nel pensiero di Dio, che pensieroso lo guarda per coglierne i sentimenti che lo animano.

«Dici che vorresti ingrandire l’Istituto. Ma sai, Vincenzo, io non credo che sia questa la via buona. Non mi convince. Il tuo desiderio è encomiabile, perché è motivato dal voler alleviare e – meglio ancora – evitare la sofferenza e la fatica che anche i giovani d’oggi vivono e dal voler ridare fiato alle sorelle rimaste, che sono affaticate e forse demotivate. Ma sai anche tu che la mia opera non ha come criterio la grandezza. Il valore di un istituto religioso non è dato dal numero dei suoi membri o dalla quantità di case e di opere che porta avanti. Non vorrei deluderti, ma, almeno nell’immediato, non sarà possibile ingrandire l’Istituto. Anzi, è molto probabile che la sua riduzione prosegua. Lo aspettano tempi duri e dolorosi, ma non per questo meno evangelici o fecondi».

«Ma come? Mi stai dicendo che l’Istituto morirà? Che è stato tutto inutile? Vorresti dirmi che non c’è più speranza, che è ormai tutto finito? Non ci credo, non è possibile! Troppo dolore!»

«Calmati, Vincenzo. Non ho assolutamente detto questo. Ricorda che dalla mia bocca non uscirà mai la parola “ormai”. Potrei pensare che “ormai” non c’è più nulla da fare? Che “ormai” non val più la pena vivere fino in fondo il carisma che grazie a te si è innestato nella Chiesa e che ha permesso alle tue suore di incontrare tante persone da amare e con cui condividere la vita? Potrei dire secondo te che “ormai” le Figlie dell’Oratorio hanno fatto il loro tempo? Dai, Vincenzo, sembra che non mi conosci! Non ho detto “ormai” nemmeno quando hanno massacrato ingiustamente Gesù, quando davvero sembrava tutto perduto e quella pietra messa sul suo sepolcro sigillava il suo fallimento! Non è stato tutto inutile e nulla del tanto bene seminato e raccolto andrà perduto. Quanto al destino dell’Istituto, ti rispondo con le stesse parole che ha usato Gesù coi suoi discepoli, preoccupati della ricostruzione del regno di Israele: “Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”. Non angustiarti su quanto ancora l’Istituto durerà. Non è questo ciò che conta. Mettiamo piuttosto le nostre energie migliori a far sì che lo Spirito Santo trovi cuori aperti e disponibili ad accogliere la crisi come un’opportunità. Il resto verrà da sé».   

«Perdonami, Signore, per un attimo mi sono lasciato prendere dallo sconforto. Sai, anche qui in Paradiso è facile dimenticare quella faccenda del seme che per portare frutto deve morire, che chi vuol salvare la propria vita la perde e chi invece è disposto a donarla la ritrova. È proprio una logica altra, completamente diversa da quella umana! Eppure è quella che ho provato a far mia per tutta la vita e che in fin dei conti mi ha permesso di essere qui con te ora, nella perfetta letizia. Ma già allora sentivo che è proprio quella la strada per essere pienamente realizzati, per vivere tutto fino in fondo, senza fermarsi alla crosta delle cose».

«Lo so Vincenzo, ho visto bene la passione con cui vivevi ogni giorno, l’amore che mettevi dappertutto, l’attenzione desta che ti ha permesso di cogliere i bisogni del tuo tempo e che non ti ha lasciato indifferente davanti ad essi. Ecco, vedi, siamo arrivati al nocciolo della questione: appurato che l’ingrandimento dell’istituto non è una via attualmente percorribile, mi piacerebbe che tu passassi qualche giorno presso alcune comunità delle Figlie dell’Oratorio. Potresti aiutarle a non cedere alla “tentazione dell’ormai”, a rinvigorire l’adesione alla logica del seme, a focalizzare la loro attenzione sui cambiamenti che stanno attraversando per viverli con apertura e coraggio, senza tirare i remi in barca. Sono sicuro che la tua presenza in mezzo a loro potrebbe ravvivare il fuoco della missione che lo Spirito ha trasmesso a te e che tu hai affidato a loro. Potrebbero avere bisogno di essere ascoltate, incoraggiate e stimolate per ripartire… da Cristo, per sentire che io non ho mai smesso di credere in loro».

«È proprio una bella idea, Signore! Oserei dire… divina! Però… non puoi mettermi davanti alla scelta di andare dalle une o dalle altre. Non vorrei sembrarti esagerato, ma io vorrei incontrarle tutte quante!».

«Oh certo, Vincenzo, sfondi una porta aperta! Vai pure da tutte! So che la fatica di camminare, anche con le scarpe consumate o rotte, non è mai stata un freno per te di fronte alla tua missione di pastore e di Fondatore. Ma puoi star tranquillo: oggi viaggiare da Nord a Sud dell’Italia e da una parte all’altra dell’Oceano Pacifico e Atlantico non è un problema con i mezzi che esistono, anche economici!»

«Mamma mia, Signore, sento il cuore ardere come non mi succedeva da tempo! Non mi aspettavo una tal proposta da parte tua! È un vero regalo, una gioia immensa. Corro subito a preparare l’occorrente, ovviamente lo stretto indispensabile: la valigetta, i miei appunti, alcuni notes e… sì, i miei inseparabili libri che hanno sostenuto il mio ministero: Vangelo e Breviario. Parto subito, ma non temere, ci sentiamo presto!».

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