Pagine di vita, racconti di un’anima (15)

Lodi, 18 aprile 1897

Da quando Taddea ha potuto parlare con suor Maria Caccialanza, si è tranquillizzata. Se avesse continuato ancora per un po’ di tempo con le sue critiche e i malumori, temo che non sarei riuscita a resistere né moralmente né fisicamente. Taddea fino a qualche settimana fa ha mantenuto contatti epistolari con la Cipelletti e con le sue fedelissime, anche se don Vincenzo glielo aveva proibito. Vuole ad ogni costo sapere il motivo vero della sostituzione.

Poche sere fa durante la preghiera, mi ha comunicato che ha interrotto ogni contatto con la Cipelletti e che vuole dare la propria obbedienza a suor Maria Caccialanza. Ho provato una gioia immensa e l’ho abbracciata, ma non ho voluto dirle quanto avevo sofferto e pregato per lei, né le ho rivolto parole di rimprovero, ma solo «Acqua passata non macina più, ringraziamo il Signore che ha rivolto il suo sguardo di misericordia su tutte e due e proseguiamo di buona lena a studiare».

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