Padre Luigi Guccini: un uomo, un profeta

Come eco al post di ieri in memoria di padre Luigi Guccini, ci è giunto un commento molto personale da parte di suor Federica che l’ha avuto a guida spirituale per ben 17 anni, cioè dai suoi primi passi nella vita consacrata. Ci piace dare visibilità allo scritto pubblicandolo come post. È anche un segno di gratitudine per il bene ricevuto come consacrate e come Figlie dell’Oratorio.

Padre Luigi… difficile dire a parole quello che sei (stato) per me. Un padre spirituale, un amico affettuoso e attento, un consigliere, un cuore sempre disponibile all’ascolto, un maestro di vita: un segno chiaro, forte, inequivocabile dell’amore del Signore, di quei segni che non puoi non vedere e di cui non ti puoi non stupire per la bellezza che riflettono. E di cui mai puoi sentirti degna: tanta bellezza donata proprio a me?  

La tua sapienza e profondità spirituale si sono mescolate alla tua umanità calda e amorevole, come due lati della stessa medaglia che hanno fatto di te un uomo unificato e pacificato, grato alla vita e al Signore, con nel cuore un solo desiderio: aiutare le persone che il buon Dio ti metteva accanto a rafforzarsi nelle «cose che davvero contano», come dicevi tu.

Il tuo sguardo non era mai in fuga dal presente, sempre ben «incarnato» nella realtà. Ma era uno sguardo che andava anche «oltre», uno sguardo profetico, lungimirante, capace di leggere le cose con gli occhi di Dio, in sintonia con Lui.

Mi manchi già tanto, caro padre… grazie per il dono che sei stato non solo per me, ma per la Chiesa tutta e in particolare per gli uomini e le donne consacrati, a cui hai dedicato le tue energie migliori per aiutarli a tenere lo sguardo su Gesù. Aiutaci a fare tesoro di quanto nella tua intensa vita hai intuito e condiviso.

Sei morto proprio nella domenica in cui la liturgia ci ha regalato il vangelo della samaritana al pozzo. Anche se lei era in cerca di «acqua», tu l’avresti definita affettuosamente una «morta di fame», come ti piaceva dire spesso: abbiamo in cuore una fame e una sete così grande di vita e di amore che nessun “marito” può saziare, ma soltanto il Signore Gesù. Ora la tua fame e la tua sete possono finalmente essere colmate, perché sei immerso nella sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna, in quell’abbraccio d’amore che Dio da sempre ci offre. Mi piace immaginarti a farti una bella chiacchierata con questo Signore che tanto hai amato, come due amici che si ritrovano dopo tanto tempo e hanno un sacco di cose da raccontarsi e da condividere. A Lui hai consegnato la tua vita e Lui ora contempli faccia a faccia.

Ciao padre Luigi. Non lasciarci soli quaggiù. Siamo dei «morti di fame»…

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