Echi dal Congresso Internazionale: «Giovani e scelte di vita» (2)

In ascolto della realtà

Per essere dei buoni educatori del tempo presente ci è necessario prima di tutto conoscere il mondo, quindi dobbiamo porci in ascolto della realtà.

Per aiutarci nello scopo, i professori della Facoltà di Scienze della Comunicazione, Lacedonio, Alvati e Pasqualetti, ci hanno illustrato il modo in cui i prodotti televisivi, multimediali e musicali sono per i giovani un’attraente fonte di conoscenza, e al tempo stesso una minaccia e un’opportunità.

È il caso delle serie televisive (ad es. Game of throne, Tredici, Skam ecc.), oggetto di culto da parte dei fan, e oggetto di studio anche in ambito accademico. Esse non sono solo un intrattenimento, ma un vero prodotto culturale, frutto di ricerche e investimenti notevoli, che instilla valori (o disvalori), diventa oggetto di numerosissime ed animate discussioni sui social con hashtag specializzati,  e crea nuovi bisogni (fumetti, gadget ecc.) e nuove patologie (dipendenza, visione notturna di una serie dopo l’altra per vedere «come va a finire» ecc.).

Le storie che propongono raccontano degli interrogativi dell’uomo, di problemi relazionali, sessuali, di solitudine, di appartenenza. Esse appassionano i giovani in quanto tendono ad immedesimarsi nei personaggi e nelle situazioni, e in questo modo contribuiscono alla formazione del sapere di oggi.

Altro fenomeno interessante è quello della trap music (da trap come trappola: si tratta di case abbandonate che sono diventate luogo di spaccio nelle quali si ascoltava questo tipo di musica, costituito da beat lenti, suoni virtuali, melodie molto ripetitive, che evocano per flash, per immagini).

Tale musica – di cui fa parte quella di Young Signorino – indica propone come «valori» a cui i giovani dovrebbero ispirarsi:

  • Ricerca dei soldi
  • Identità di periferia (non necessariamente povera)
  • Atteggiamenti gangsta (che istigano alla violenza)
  • Dolce vita (belle macchine, night club)
  • Trasgressione come «normale» modo di vivere
  • Oro come status symbol
  • Sesso disinibito
  • Consumo di droga
  • Venature razziste e discriminatorie
  • Insomma, tutto ciò di cui sopra come «stile di vita normale».

Può far rabbrividire, ma questa è la fisionomia di tanti giovani che vivono nei nostri quartieri, che non necessariamente frequentano i nostri oratori, ma che sono anch’essi i destinatari del Sinodo. Essi ascoltano questa musica perché è di tendenza e se ne lasciano plasmare in quanto, nel modo in cui è costruita, «entra dentro chi l’ascolta».

Non meno importante è il fenomeno «internet». È innegabile quanto giovani e sempre più meno giovani siano «iperconnessi». Collegati troppo ai propri smartphone corrono rischi di immaturità, incorporeità, instabilità, ripiegamento su di sé, indefinitezza. Tra selfie esibizionisti e like che misurano la popolarità, sorgono nuove patologie e dipendenze.

Di fronte all’evidenza di un mondo televisivo, multimediale e musicale che propone con prepotenza dei disvalori, antitetici ai valori cristiani, ci è chiesto di fare come il sapiente padrone di casa che estrae cose nuove e cose antiche: ci è chiesto di non estraniarci, ma di averne coscienza e conoscenza, quindi di diventarne sapienti e critici fruitori, per poterli utilizzare con criterio anche per fini educativi (almeno per discuterne e poi orientare). La nostra sfida è analizzare questi strumenti insieme ai giovani e rendere vivibili valori come l’essere, il dono di sé, la generosità ecc.

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