Chi vuol essere missionario?

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Proponiamo all’attenzione dei lettori una iniziativa di collaborazione, che prescinde dalla presenza in loco delle suore, ma ne prevede il sostegno e l’accompagnamento e che ci auguriamo possa rivelarsi ricca, feconda e duratura. È a nostro parere interessante perché è realizzabile non solo nella realtà socio-ecclesiale in cui è nata, ma ovunque ci siano giovani desiderosi di fare qualcosa di buono e suore figlie dell’Oratorio disponibili ad affiancarli, nel nome del Vangelo. Lo scambio che ne potrebbe venire andrebbe certamente a vantaggio della vitalità missionaria delle chiese locali.

«Chi vuol essere missionario?» è un progetto nato dall’incontro tra un gruppo di giovani e  le suore Figlie dell’Oratorio. Una sera, una delle tante in cui nei nostri discorsi  aleggiavano lo sconforto e l’amarezza, nel desiderio di uscire da una situazione di impasse  di fronte alla voglia di aiutare i nostri coetanei, abbiamo formulato una domanda tanto semplice quanto coinvolgente: «Chi vuol essere missionario?» È stata l’origine del percorso che ora è già avviato. L’idea si è rivelata contagiosa e così nel giro di un mese si è radunata una decina di ragazzi e ragazze tra i 20 e i 30 anni. Ma che cosa unisce questo progetto e le suore Figlie dell’Oratorio? Il carisma di questo Istituto – che alcuni di noi hanno conosciuto e sperimentato attraverso contatti significativi con alcune suore che vi appartengono – vuole le suore impegnate nella pastorale giovanile, nella cura della crescita umana e spirituale dei giovani, in piena collaborazione con i sacerdoti. Alcune di loro sono state o saranno a breve anche missionarie, in America Latina, in Argentina e in Ecuador, ma soprattutto sono missionarie in ogni realtà parrocchiale o di formazione a favore dei giovani in cui sono state e vengono chiamate.

Ecco l’anello di congiunzione tra il gruppo «Chi vuole essere missionario?» e le Figlie dell’Oratorio! L’amicizia e la cura si intrecciano in un percorso formativo, sostenuto dall’Istituto delle suore Figlie dell’Oratorio, alla scoperta della virtù che l’apostolo Paolo definisce come la principale: la carità. I giovani poi sanno metterci il loro entusiasmo, le loro visioni, i loro interrogativi e la loro voglia di fare. Gli obiettivi sono:

  1. Scoprire cos’è la Carità, come la si può vivere nella propria realtà quotidiana (come ricorda sempre una mamma «la carità nasce in famiglia»), sia in terre lontane.
  2. Conoscere il Missionario/a, perché ha deciso di esserlo, cosa fa, come vive la sua missione.
  3. Fare esperienze e attività pratiche per essere missionari, anche da «casa».

I percorsi sono rivolti a tutte le fasce di età e la proposta è rivolta sia alle scuole (dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado) che alle parrocchie, affiancando nel processo di crescita e di formazione umano-cristiana  le figure educative già presenti.

Il progetto prevede alcune attività come l’ascolto di testimonianze (storie diverse tra loro di chi ha vissuto la missione sulla propria pelle), giochi a tema, film ed altre iniziative, ma soprattutto esperienze pratiche come raccolte, realizzazioni di mercatini, ecc., a favore dei progetti di tre realtà missionarie: in Argentina, in Ecuador ed in Romania, dove sono presenti le Figlie dell’Oratorio, e una comunità delle suore missionarie della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Il gruppo «Chi vuol essere missionario?» è aperto a coloro che volessero unire le proprie forze ed idee per gli obiettivi specificati. Il punto di ritrovo è in via Paolo Gorini 27 a Lodi, nella Casa Madre diventata ormai una sorta di «base d’attacco» dove si svolge la formazione degli animatori con la guida e l’aiuto delle suore e si programmano le attività opportune per le realtà diverse da incontrare.

Sentiamo rivolte anche a noi le parole di don Vincenzo «La via è aperta: bisogna andare!». Noi ci proviamo e vi aspettiamo per percorrerla insieme.

 

  0 comments for “Chi vuol essere missionario?

  1. Daniele
    30/11/2016 at 22:54

    Ottimo progetto che unisce le idee spesso citate negli incontri in oratorio con qualcosa di concreto e che puó esser destinato non solo ad adulti, ma specialmente ai bambini tramite diverse attività, per far capire cosa vuol dire esser missionario del Signore.
    A parer mio é un ottimo progetto, contraddistinto principalmente dal fatto che gli organizzatori sono persone adulte disposte a dedicare il loro tempo ad un fine così nobile. Persone che di questi tempi è molto difficile trovare .
    Complimenti Davvero !
    Daniele

  2. suor Federica
    01/12/2016 at 09:24

    Che bello che ci siano giovani che sentono rivolte a loro le parole che sono diventate il motto delle FdO: “La via è aperta, bisogna andare!”.
    Davvero la via del Vangelo è aperta per tutti! E questo progetto è un’ottima occasione per ricordarcelo a vicenda, sostenendoci reciprocamente: i giovani impegnati in queste attività sono di stimolo a noi suore, per aiutarci a tenere vivo lo zelo apostolico e soffiare sulla brace del carisma, e noi suore possiamo a nostra volta offrire loro la nostra testimonianza di consacrate che hanno consegnato pubblicamente la loro vita alle mani di un Altro, il Signore. Sia Lui a sostenere i nostri passi, ad allargare i nostri orizzonti, a travolgere i nostri piccoli schemi… e resti Lui il “proprietario” di questo progetto, in modo che nessuno se ne faccia padrone e possano regnare la comunione, la condivisione e la comunicazione!

  3. 01/12/2016 at 11:21

    Finalmente la “Buona Notizia” del Natale che aspettavo! se come dice don Tonino Gesù nasce dal futuro credo che Voi ne siate l’esempio. non vi siete lasciati avvinghiare dalle spire della noia, del dejà vu, dell’indifferenza (che però sono sempre lì in agguato) ma state mettendocela tutta per credere che il mondo che Cristo vuole, esiste ed è a misura di ogni persona e che niente è impossibile a Dio e all’uomo che crede. mi fa immensamente piacere vedere volti conosciuti …sa davvero di futuro! grazie ragazzi…ci fate respirare ossigeno!!!!

  4. Giorgia
    01/12/2016 at 15:21

    Bella iniziativa…ma si può collaborare a distanza?

  5. 01/12/2016 at 19:12

    Cara Giorgia,
    giro la tua domanda direttamente ai promotori e animatori del gruppo che, vivendo l’esperienza dall’interno, possono darti un parere più pertinente.
    Personalmente credo che si possa iniziare un dialogo per una ricerca di collaborazione le cui modalità possono e devono essere studiate insieme.
    Non so dove vivi, ma se dopo qualche approccio col gruppo si trovasse qualche Figlia dell’Oratorio in zona o disponibile anche ad accompagnare a ritmi cadenzati nel tempo una nuova cellula di “missionari” là dove lo Spirito soffia, credo sarebbe un bellissimo primo frutto di questa iniziativa

  6. paola cremonesi
    01/12/2016 at 20:22

    Che dire!!!…grande invidia…in senso “positivo” capitemi! E’ bellissimo vedere “volti noti e meno noti” uniti ed impegnati in questa grande avventura, e si percepiscono, dalle foto e dalle cose che mi avete raccontato, la serenità e la gioia che avete e che riuscite a trasmettere in questi incontri.
    Mi piacerebbe far vivere queste esperienze anche ai ragazzi del mio paese, pieni di voglia di fare, sempre alla ricerca di esperienze da vivere, che chiedono di poter agire in modo concreto, in prima persona… purtroppo non sempre si trovano collaboratori aperti a queste attività di ampio respiro.
    La vita mi ha insegnato che le occasioni non vanno sprecate…e questa è una “grande occasione” da prendere al volo!

  7. Anna Doi
    02/12/2016 at 11:22

    Questo impegno nell’aiutare il prossimo mi fa ben sperare che il populismo, tanto di moda tra alcuni politicanti, cada nel vuoto. Non arrendetevi!

  8. suor Giuseppina
    04/12/2016 at 15:20

    Cari ragazzi,
    grazie per la scelta, la decisione di intraprendere questo cammino. Davvero, penso che, oggi più che mai, ci sia necessità di essere annunciatori con lo stile del missionario, il quale non impone e nemmeno si impone, ma propone testimoniando. Testimoniando attraverso la condivisione, l’accompagnamento, la ricerca sincera e autentica del bene dell’altro, nel rispetto della situazione personale, sociale e culturale di ciascuno. E’ così che ha operato Gesù, senza mai “abbassare il tiro”.
    Qualche anno passato in Ecuador mi ha confermata in questo: tu non detieni la Verità, ma sei responsabile della sua trasmissione. Intendiamoci, il criterio vale per la missione “ad gentes” come per l’approccio con il vicino di casa piuttosto che con il compagno di studi o il collega di lavoro. Non è semplice, perché c’è sempre il rischio di mettersi sul piedistallo, ma vale la pena provare…
    Grazie per poter dare a noi, Figlie dell’Oratorio, l’opportunità di riflettere ulteriormente sul nostro carisma.
    Buon cammino, e a “risentirci”.

  9. suor Caterina
    04/12/2016 at 18:22

    Sapevo da tempo di questo progetto che “bolliva in pentola”. La sua originalità non è nell’obiettivo che il nome del gruppo indica “Chi vuol essere missionario?”, anche perché quello missionario non è l’unico argomento attorno a cui un gruppo di giovani potrebbe riunirsi e attivarsi, ma la sua peculiarità, almeno nell’intenzione che si vede sottintesa nel lancio del post, è quella della collaborazione con le suore Figlie dell’Oratorio anche se non sono presenti fisicamente con una comunità nelle località dove questo gruppo si muove ed opera. Ben venga! E’ una provocazione alla missionarietà anche per noi suore, a non esaurire progetti e risorse “nell’orto di casa”. E’ anche una opportunità per collaborare con la realtà laicale della Chiesa, non come promotrici di progetti secondo il nostro Carisma, ma come sostenitrici dall’interno di progetti condotti da altri e ispirati dal nostro Carisma. Offro la mia disponibilità ed anche la mia esperienza missionaria ad gentes, sia per questo gruppo che è già all’opera, sia per altri che,voglia il Cielo!, si attiveranno, nel territorio di Milano.

  10. Ele
    04/12/2016 at 23:20

    Che bello sentire vicino dei giovani come me con tanta voglia di Testimoniare il Suo Amore!
    Questo progetto è “Grande” perché è un aiuto sia spirituale che pratico, a chi, come me, nella realtà della pastorale giovanile trova tante difficoltà e a volte si trova ” solo” nell’affrontarle! E… Sapere che si condividono le stesse gioie, fatiche, emozioni ci ricorda che il Signore non ci lascia mai soli e che c’è qualcuno pronto a sostenerci ! Non stancatevi e continuate così ragazzi, affinche questa collaborazione con le figlie dell’oratorio dia frutto e aiuti a far conoscere sempre di più Cristo, attravero la Gioia Vera, tipica del loro Carisma !!!

  11. Chi Vuol Essere Missionario?
    05/12/2016 at 12:54

    Buongiorno a tutti e grazie di tutti questi vostri commenti!!!

    Siamo appena partiti e non ci aspettavamo che il viaggio si sarebbe “arricchito” cosi velocemente!!!

    Per collaborazioni a distanza, ci farebbe più che piacere, ma vorremmo avere il tempo di organizzare bene la cosa per valorizzare al meglio la collaborazione stessa!!!

    Ci sentiamo prestissimo!!!

  12. 05/12/2016 at 23:00

    La qualità e la quantità dei riscontri all’iniziativa “Chi vuol essere missionario?”, mi fa ben sperare.

    Grazie a voi suore Figlie dell’Oratorio per aver accettato di “camminare” insieme. Mi piacerebbe molto conoscere le opinioni positive e negative di tutte voi, soprattutto quelle di chi vive in modo diretto le realtà dell’America Latina e quelle difficili qui in Italia.
    Per camminare insieme bisogna conoscerci e dialogre, il blog può essere un buon mezzo perché mette in relazione chi vive molto lontano…non perdiamo l’occasione!!!
    Sarebbe bello instaurare una relazione ed un dialogo anche con i ragazzi che vivono in relazione con voi.

    Concordo con te suor Federica che nessuno, se non lo Spirito, debba appropriarsi dell’iniziativa. Certo va riconosciuto a Monica e Machi di aver avuto il coraggio di pensarla, proporla e metterci tutte se stesse.

    Paola e Anna, spero che il vostro SOS non cada nel vuoto…lo spero davvero!

    Daniele,Giorgia ed Ele, confido che si trovi un modo per collaborare e camminare anche se fisicamente distanti…penso che le nuove tecnologie possano venirci in aiuto!!

    Cara Anna grazie dell’incoraggiamento e del tuo vigilare sul nostro impegno, so che non mancherà.

    Suor Giuseppina e suor Caterina spero che si possa presto collaborare insieme.

    Non so dove sfocerà l’iniziativa è quli strade lo Spirito ci porterà a percorrere, ma se accetteremo di farlo insieme mantenendo l’iniziativa aperta ad altri…forse scopriremo situazioni inimmaginabili.

    ps: grazie a Senzaconfini per aver compreso subito la preziosità, la portata e i rischi dell’iniziativa…grazie per il sostegno e l’interesse sincero

  13. 09/12/2016 at 16:27

    Carissimi giovani, vi scrivo dalla mia nuova realtá in Argentina dopo essere stata in Ecuador-Quito.
    vi consegno tre parole che sono state per me pilastri nella missione: Proposito, Passione y soprattutto umanitá, fatta di Coraggio e Bontá. Se ci sono questi elementi nella vostra vita, potrete restare in piedi davanti alle difficoltá iniziali che troverete…. Avanti senza paure che il Maestro apre le porte e gli orizzonti….Buon Cammino!

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