Vincenzo Grossi e la misericordia di Dio

Papa Francesco identifica la misericordia di Dio con la tenerezza; San Vincenzo Grossi, fedele figlio e discepolo del suo tempo, nella predicazione  associava generalmente alla misericordia di Dio la sua giustizia. Una giustizia che egli presentava non come atteggiamento irrevocabile di Dio davanti al peccato, ma piuttosto come un deterrente al peccatore e al suo permanere nella condizione di peccato. rembrandt06Per don Vincenzo, infatti Dio, non è desideroso di punire ma di abbracciare; è come una madre che, dopo aver usato tutti gli espedienti  con il figlio per riportarlo al bene, si vede costretta a ricorrere alla minaccia. Anche se i termini usati per narrare la misericordia di Dio sono  diversi,  il messaggio non evidenzia una  divergenza sostanziale perché l’obiettivo è lo stesso: comunicare il vero volto di Dio, Padre misericordioso.

Giustizia e misericordia, secondo la catechesi di don Vincenzo, pertanto non si negano a vicenda, ma sono due volti di una stessa medaglia perché  «la misericordia di Dio si serve di castighi per mettere alle strette e far  tornare al Signore». Predicava, infatti, in modo ricorrente, le mille possibilità di perdono e misericordia che nel corso della vita Dio offre attraverso il sacramento della Confessione che definisce «il capolavoro della misericordia di Dio». Don Vincenzo si dilungava su questo tema, con conferenze  specifiche o inserendolo in altri temi fondamentali della vita cristiana, e lo scopo era unicamente di convincere i suoi ascoltatori alla conversione e  portarli alla pratica frequente della confessione, come occasione per sperimentare la misericordia di Dio.IMG-20160120-WA0013 (469x640)

Dio, infatti, diceva  «dimentica quell’insopportabile nostro demerito, essendo la sua misericordia inesauribile come il mare». Se «la giustizia è come una spada sguainata  sopra le anime sciagurate…» non disposte alla conversione,  la misericordia  di Dio è un grembo,… uno sguardo,… una mano,… una voce,… un orecchio attento all’ascolto,… due braccia che accolgono,… un mare profondo e immenso,… un tempo inesauribile,… un trono stabile,… Insomma, Dio è un Padre sovrabbondante nel suo amore, di cui la misericordia è la fonte.

Essere misericordioso,  affermava, «è l’attributo di cui  Dio è geloso. Quante prove Iddio ce ne diede! Adamo, diluvio, Incarnazione, Betlem, Nazaret, Getsemani, pretorio, Calvario  sono tutti monumenti della infinita misericordia di Dio”. Il monumento prolunga nel tempo la memoria della  grandezza di un personaggio o di un evento, ma per noi diventa un memoriale. Infatti «Noi stessi  sperimentiamo la sua misericordia coi rimorsi, colle sventure, colle sue dolci attrattive». E citando uno scritto del beato Enrico Susone aggiungeva che «nemmeno la madre più affettuosa porgerebbe la mano al figliuolo caduto in una fornace, con più prontezza di come Dio la porge al peccatore pentito. Dio non distoglie mai da noi il suo sguardo di misericordia».

Nel preparare il commento alla parabola del padre misericordioso, don Vincenzo ci ha lasciato questa semplice ma molto significativa traccia:

«Dio aspetta il peccatoreIMG-20160120-WA0011 (640x480)
Dio chiama il peccatore.
Dio accoglie il peccatore».

La misericordia  non è solo un sentimento ma una esperienza di vita cristiana di cui San Vincenzo vede la realizzazione attraverso alcuni verbi che ben si coniugano con essa: confidare…trovare… affidarsi… sperare… scongiurare… domandare… implorare… sperimentare… accogliere… la misericordia, per divenire misericordiosi come il Padre.

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  1. Si conosce Dio veramente e si ha una esperienza reale di Dio nel perdono dei peccati, quando si ha un incontro autentico con il Padre misericordioso. Fare esperienza di misericordia significa vedere faccia a faccia il volto di Dio che é amore, che nella misericordia mi salva e mi ricrea continuamente. E come dice san Vincenzo Dio aspetta, chiama e accoglie SEMPRE!