Ausculta, o fili… (Quaresima 1)

«Come un padre trae fuori dal suo tesoro cose nuove e cose antiche…».

È il testo evangelico che viene alla mente leggendo il messaggio di papa Leone per la Quaresima 2026.

Da sempre la Quaresima è considerata, nella prassi cristiana, una occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore!

Il Papa quest’anno porta l’attenzione sul fatto che l’ascolto è un tratto distintivo del suo essere divino. Ed è particolarmente interessante che unisca l’invito ad ascoltare Dio al prestare attenzione come Dio ascolta.

Non li considera due prospettive diverse, ma come un’unica realtà: Dio coinvolge raggiungendoci con i pensieri che fanno vibrare il suo cuore e l’ascolto della sua Parola ci educa ad un ascolto più vero della realtà.

In altre parole Dio non riserva per sé solo l’ascolto del «filii», ma ascoltare la sua Parola rende capaci di riconoscere la voce dell’altro che soffre, che chiede aiuto, rispetto, considerazione, cura…

La Parola di Dio ascoltata e accolta, allora, offre le istruzioni oggi per riconoscere il «grido» dell’umanità che interpella continuamente tutti. Interpella me come donna di questo tempo, come consacrata inserita in un servizio di accoglienza…, come membro di una comunità religiosa dove Dio mi ha dato «sorelle», in un ambito ecclesiale di cui, come tutti i fedeli, sono corresponsabile.

Una modalità di ascolto, quella suggerita da papa Leone, che può diventare davvero un itinerario di conversione non solo del cuore ma della vita!

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