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Nei giorni 7 e 8 gennaio si è svolto il primo concistoro straordinario convocato da papa Leone XIV.

È un segno bello e forte, che conferma il desiderio e in un certo senso il «dovere» di sinodalità a cui la chiesa è chiamata e che papa Francesco ci ha indicato: «Proprio il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio» (Francesco, Discorso nel 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo dei Vescovi, 17 ottobre 2015).

Oltre che aprirlo nel segno della continuità con i suoi predecessori, da San Paolo VI a Francesco, Leone vuole mettere al centro l’essenza della missione ecclesiale: «Per essere Chiesa veramente missionaria, cioè capace di testimoniare la forza attrattiva della carità di Cristo, dobbiamo anzitutto mettere in pratica il suo comandamento, l’unico che Egli ci ha dato, dopo aver lavato i piedi dei discepoli: “Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri”. E aggiunge: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri” (Gv13,34-35)». E non può esserci amore senza comunione: «Siamo chiamati prima di tutto a conoscerci e a dialogare per poter lavorare insieme al servizio della Chiesa. Spero che potremo crescere nella comunione per offrire un modello di collegialità». 

In un periodo storico in cui la politica sta offrendo uno spettacolo desolante, in cui pochissimi prendono decisioni con gravi conseguenze per molti, il pontefice sembra voler dire che non può più essere il tempo dell’uomo solo al comando e della leadership solitaria. È il momento del gioco di squadra, della consultazione e della responsabilità condivisa, «un momento di riflessione e di condivisione, volto a sostenere e consigliare il Papa nella gravosa responsabilità del governo della Chiesa universale» (Lettera di convocazione del Concistoro straordinario, 12 dicembre 2025).

Significativa è la domanda-guida delle sessioni di lavoro, sui temi votati dai cardinali «Sinodo e sinodalità» e «Evangelizzazione e missionarietà nella Chiesa nella lettura di Evangelii gaudium»: Guardando al cammino dei prossimi uno o due anni, quali attenzioni e priorità potrebbero orientare l’azione del Santo Padre e della Curia sulla questione?

È una via interessante questa proposta da Leone, che potrebbe essere usata anche dai Superiori degli Istituti religiosi, dai vescovi e dai parroci, per il coinvolgimento di tutti, per avere una visione più ampia delle problematiche e delle eventuali strade da percorrere per dare risposte adeguate, per vivere davvero la corresponsabilità che nasce dalla consapevolezza che nessuno si salva da solo e offrire così un segno di comunione e di amore che è poi il motivo della missione della chiesa nel mondo.

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