Offerto e versato… per voi!

Siamo nella stanza superiore dove Gesù e i suoi sono riuniti per celebrare la pasqua, l’ultima pasqua ebraica del Maestro.

«Prendete e mangiate…Prendete e bevete…», ed è tutto un movimento di porgere e prendere.

Fin qui nulla di strano, perché spezzare il pane con i commensali e versare loro il vino erano segni di comunione e di cortesia.

Sono, invece, le parole che Gesù ha pronunciato di seguito che hanno scompigliato le menti dei commensali!

«Questo pane è il mio corpo offerto per voi…questo vino è il mio sangue versato per voi».

Gesù chiedeva loro di fare un salto teologico, di vedere oltre, perché nessuno poteva negare l’evidenza dei segni e né poteva dire diverso da quello che vedeva.

I Vangeli, come sono arrivati a noi, non ci spiegano fin dove è arrivata la comprensione di quelle parole da parte dei presenti, ma questo non toglie la forza della Verità di ciò che Gesù ha loro detto, Verità fondata sulla realtà dei fatti fino ad allora compiuti e che da lì a qualche ora si sarebbero coerentemente e drammaticamente conclusi.

A noi che oggi ascoltiamo le stesse parole che parlano di «offerta», di «sacrificio», di «per voi»… Crediamo non solo a una presenza «transustanziale», ma a una Vita spesa fino all’ultima fibra, fino all’ultima goccia di Sangue.

Una fede, la nostra, che per essere vera e non solo formale, ci coinvolge fino ad essere «disposti a sacrificarsi e ad essere pronti ad immolarsi» (s. Vincenzo Grossi), come Gesù.

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