La Parola di Dio è fuoco

«Oggi incominciamo le semine», annunciò il fittavolo della prebenda parrocchiale mettendo la testa dentro la cucina della canonica, dove il parroco stava sorbendo un po’ di latte caldo.

Sul carro erano già stati caricati i sacchi pieni di grano selezionato e tenuto all’asciutto nei granai.

Don Vincenzo, in mattinata, si avviò nei campi e quando scorse i seminatori rimase affascinato da quello che vedeva, gli sembrava di assistere a una danza: la sicurezza della mano che attingeva il grano nella sacca a tracolla, l’ampiezza del gesto del braccio per disperderlo sulla terra, e la lunghezza del passo erano coordinati e si ripetevano seguendo un ritmo interiore.

Insomma un’arte oltre che una tecnica.

Appena possibile scambiò con loro alcuni pareri sulla qualità del terreno, l’esposizione al sole, e insieme si augurarono che potesse seguire anche una stagione favorevole, pioggia quanto serviva, neve abbondante e un inizio di estate asciutta nella fiducia e nell’attesa di un buon raccolto

Mentre tornava in canonica non poté non riandare con il pensiero alla parabola evangelica della semina.

In tanti anni di ascolto della parola di Dio quali frutti avrebbe prodotto se avesse trovato in me le disposizioni giuste! Se poi penso alla mia predicazione quanta scarsezza! Che cosa non ha funzionato?

Molte sono le occasioni per ascoltare la Parola di Dio o i predicatori del vangelo, ma forse pochi i docili ascoltatori! Soprattutto essa torna inutile perché non la riceviamo come parola di Dio. Anche quando ci arriva per bocca dei predicatori, fossero pure indegni sacerdoti, la Parola di Dio è fuoco che divora, un martello che tutto spezza, “una spada a due tagli” che divide l’anima quantunque indivisibile. La sua efficacia dipende  in quanto procede da Dio e non dall’abilità oratoria dell’uomo che la proclama. Essa non opera se non secondo la maniera colla quale l’ascoltiamo. Se la riceviamo come parola di Dio, opererà come parola di Lui. Ma se la consideriamo come produzione della mente umana, non agirà se non come cosa umana

Infatti, pensò, i contadini sono esperti seminatori, ma occorre  anche un buon terreno che riceva il buon seme.

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