Nell’Annunciazione la preferenza di Dio per il quotidiano

L’iconografia cristiana rappresenta la scena dell’annunciazione a Maria, collocandola sempre in casa.

Una scena sempre contestualizzata: Maria ora è intenta a filare o a cucire, ora a leggere o in preghiera…, la visita dell’angelo la raggiunge nella realtà concreta in cui vive  giornalmente.

È una rappresentazione non casuale, bensì contiene un messaggio teologico, lo stile di Dio: l’incarnazione.

Dio si fa vicino principalmente nella carne del Figlio, ma entra nella condizione concreta dell’umanità e della singola persona. L’esperienza di Dio è spirituale, non immaginaria né fantastica.

Dio non disdegna il luogo dimesso, la fatica… la fragilità, l’umano.

L’ha scelto, quest’ultimo, come regalo di nozze per il proprio Figlio: «Ecco un corpo mi hai preparato…».

Il quotidiano è allora il luogo privilegiato dove Dio ci raggiunge in una «annunciazione» che si perpetua e che coinvolge la persona e il suo habitat.

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