Sant’Agnese, ritorna tra noi!

Il 21 gennaio il calendario cristiano ricorda sant’Agnese.

I quadri con la sua immagine adornavano le pareti della sale degli oratori femminili, quando erano ancora separati da quelli maschili, nonché delle storiche scuole di lavoro. Era la patrona della gioventù femminile! 

Oggi però questi quadri non si trovano neppure nelle soffitte delle case delle suore! 

Insieme alle sue immagini è forse scomparsa tra noi anche la sua memoria?

È conclusa la sua missione? Ha terminato il suo compito?

Ma chi è sant’Agnese?

La vicenda dei martiri della chiesa primitiva – Agnese è vissuta tra il 293  e il 305 – è stata tramandata sulla base della tradizione orale, grazie ad alcuni graffiti ritrovati, a spazi improvvisamente dedicati al culto o perché luoghi di martirio o sepolcro dei martiri. Poi i secoli e i millenni hanno fatto il resto. Hanno tolto, hanno aggiunto, interpretato. Ma si è trattato di martiri, e di martiri per la fede e questo non è mutato nel tempo.

Agnese, che fino agli anni ‘60 era considerata e festeggiata come la patrona della gioventù per la sua volontà  a salvaguardare la propria castità fino al sacrificio della vita, sembra non aver più nulla da dire alle nuove generazioni, o piuttosto non le diamo la possibilità di parlarci.

Di Agnese, ragazzina di tredici anni, si era invaghito il figlio del prefetto della città di Roma. Respinto a motivo della sua fede, per Agnese è iniziato uno stalking pressante e con una brutalità in crescendo. Fu obbligata a diventare una vestale, ma la ragazza si rifiutò con tutte le sue forze. Il prefetto allora la fece rinchiudere in una casa per appuntamenti, dove però nessun cliente osò avvicinarla. Condannata al rogo, le fiamme non la toccarono e la lasciarono indenne. A quel punto fu la spada del boia lasciata cadere pesantemente sul collo della giovane a mettere fine alle persecuzioni e alla sua vita. Agnese, a costo della vita, aveva salvaguardato il suo proposito di appartenere a Cristo, il primo che l’aveva scelta… scrivono i suoi biografi..

Oggi la castità giovanile è circondata da molti silenzi, non fa audience, né opinione: è forse finita con le nostre nonne o bisnonne?

Eppure inorridiamo  e ci indigniamo davanti alle cronache  quotidiane di bambine e adolescenti costrette alla prostituzione, o sottoposte ad abusi, o oggetto di pedofilia; come pure per molte giovani donne che vengono oppresse da stalking o uccise per il rifiuto di una relazione impossibile, fenomeni per i quali si è coniato il termine «femminicidio». Per non parlare poi delle spose bambine, pratica ancora molto diffusa.

L’integrità delle giovani, che comprende anche la dimensione della castità, sia come impegno personale che come salvaguardia dai rischi sempre incombenti che la minacciano, ha bisogno anche in questi tempi di una patrona.

Per questo il 21 gennaio affidiamo alla intercessione di sant’Agnese le nostre giovani, perché possano compiere scelte generose in risposta alle chiamate di Dio e perché ottenga loro la forza prima di riconoscere e poi di respingere situazioni che possono annullare la loro dignità e la bellezza di essere donne.

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