Il cammino dei Magi: una cronaca dell’anima

«Alza il capo e guarda» suggerisce il profeta a chi sente di dover correre dietro a una intuizione del cuore, a guardare oltre.

I sapienti d’Oriente hanno visto un segno nel cielo. Segno o sogno? Si tratta di decodificarlo.

I Magi, non «tre» ma «alcuni» secondo il Vangelo, sono un piccolo gruppo che guarda nella stessa direzione; mentre fissano il cielo attenti alle stelle, sono attenti l’uno all’altro, cercano insieme.

Il loro cammino è pieno di sbagli: arrivano nella città sbagliata; parlano del bambino con la persona sbagliata; perdono la stella.

Eppure non si arrendono, hanno l’infinita pazienza di ricominciare, finché, al rivedere la stella, provano una grandissima gioia: la conferma del Cielo che il cammino è nella direzione giusta.

Quel re, quell’Erode, che vuol essere informato solo per uccidere i sogni ancora in fasce, può chiamarsi «realismo» o «concretezza», paura o sfiducia, ugualmente capaci di fare strage dei sogni del cuore.

I Magi cercano un re e trovano un bimbo, non in trono, ma fra le braccia della madre. Dio sorprende sempre: non solo è uno di noi, ma si è fatto piccolo fra noi.   

«E fecero ritorno per un’altra via», magari sconosciuta, o che essi stessi hanno aperto nel deserto, come annuncia il profeta.

Da essi ci viene un invito:

Proteggi i tuoi sogni dagli Erodi della storia e del tuo cuore!

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