Qual è il Dio di Maria? (Maria di Nazaret 3)

La fede di Maria va collocata nella Nazaret del I secolo, in una comunità giudaica che si costituisce e si identifica nella cultura e nella fede. La fede biblica diventa quindi lo sfondo storico della esperienza di Maria, della sua coscienza. Dalla tradizione del suo ambiente ha imparato a riconoscere l’identità di Dio e la sua identità di donna ebrea.

Quali erano i principi della fede ebraica che Maria ha appreso?

In prima istanza era l’appartenenza al popolo dell’alleanza. Questa coscienza faceva sentire il popolo ebreo diverso dagli altri popoli proprio per il rapporto con Dio, perché creato e scelto da Lui. Questo determinava nei singoli e nella comunità la sensibilità religiosa, non solo, ma ordinava la vita quotidiana. Tale singolare consapevolezza si esprimeva in alcuni istituzioni comuni.

Il tempio di Gerusalemme era il centro geografico del culto, ma per la pietà quotidiana dei lontani, c’erano la famiglia e la sinagoga.

Era principalmente nella casa che gli ebrei pregavano mattina e sera, e dove i bambini venivano introdotti al rapporto con Dio e alla conoscenza della Legge. La Legge era considerata, non come prescrizioni da eseguire pena il castigo, ma come un modo di vivere, una mediazione pedagogica attraverso la quale Dio accompagnava il suo popolo: lo scopo della Legge era, infatti, la comunione con Dio.

Oltre che nella famiglia, la fede era alimentata dalla frequentazione della sinagoga dove la famiglia intera ascoltava la lettura continua dei Testi, e nel corso della vita anche l’intero ciclo delle scritture. In questo modo  la Parola si imprimeva nel cuore oltre che nella mente.. Questa frequentazione plasmava l’identità storica e religiosa della comunità e stimolava l’impegno personale a discernere il significato della Parola alla luce della propria esperienza.

Questo ambiente ha consentito a Maria di capire la chiamata che stava per ricevere e di mettere in campo la capacità di darle una risposta.

Nel primo secolo, inoltre, la speranza messianica era molto diffusa ed era considerata imminente a motivo della situazione politica che si stava verificando.

Maria affronta l’annunciazione con questo entroterra: sa di essere soggetto della propria esperienza; non solo, è donna del discernimento e pienamente presente in ciò che le sta accadendo.

Dio è sì l’innominabile, il non guardabile, ma è l’Emmanuele, il Dio con noi con il quale ha familiarizzato e con il quale ora entra in dialogo e dal quale non intende sfuggire né per ritrosia, né per umiltà, né per timore.

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