Maria di Nazaret: storia di un pellegrinaggio…nella fede (Maria di Nazaret 1)
Maria di Nazaret attrae e genera opposizione, è donna a tutti gli effetti ma gode di privilegi unici e irripetibili, è irrilevante per alcuni e strumentalizzata da altri, è fonte di ispirazione e compagna di viaggio, è madre e discepola, è ebrea e cristiana, è lontana nella storia ma presente nell’oggi.
Maria di Nazaret è tutto questo senza escludere nulla. Ciò che potrebbe diventare problema è la enfatizzazione e la strumentalizzazione di una solo di queste dimensioni.
È possibile restituire alla figura di Maria la sua identità, la sua densità storica, la sua dinamica umana e la sua fecondità spirituale, liberandola dalle incrostazioni di uno stereotipo devozionale che la può rendere inaccessibile e muta per la sensibilità odierna?
Maria ha vissuto una storia che comprendeva altre storie, da cui ella stessa dipendeva e che da lei hanno preso inizio e forma: la storia di Israele popolo a cui apparteneva, la storia del figlio Gesù, il messia, la storia della comunità nata dal grembo del cenacolo pasquale; storie non solo in successione cronologica ma in continuità tra loro e vissute da Maria come una peregrinatio fidei.
Maria non è stata onnisciente. Avanzava come donna di Israele nel pellegrinaggio della fede del suo popolo, in quel momento storico e in quella contingenza politico-sociale;
è cresciuta progressivamente nella comprensione del Figlio generato da Dio, ma nato da lei; ha scoperto ed assunto la propria vocazione dentro al Regno che lui annunciava, e ha continuato ad andare avanti nella luce e nella notte, nella consolazione e nella fatica. Ed è proprio questo che la rende affidabile e credibile oggi.
Non sono i privilegi che caratterizzano Maria, ma che abbia vissuto ogni tappa della sua vita,
come un pellegrinaggio fisico, insieme al suo popolo, al seguito del figlio e insieme alla comunità del cenacolo e che abbia trovato nella fede il senso del suo progredire sempre.
La sua storia non ha la parola «fine», perché è vivente, ancora in corso e in costruzione come quella del Figlio in cui tutti viviamo.
Il Valicano II ha voluto riassumere quasi come in una formula quello che naturalmente Maria è: modello e figura della chiesa, presenza vivente, dono e segno di consolazione e di certa speranza, dato da Dio ai credenti e al mondo.