Pace disarmata e disarmante

Il trambusto delle feste, la suggestione dei regali, il luccichio degli addobbi natalizi hanno oscurato per qualche ora o qualche giorno la tragedia di molti popoli in guerra. Il Papa con il suo messaggio per la giornata mondiale della Pace, che oggi celebriamo, ci riporta alla realtà, triste, cruda, ma che fortunatamente ha anche dei segnali di speranza.

Gesù risorto dona la pace! La sua non è solo un auspicio, una aspettativa, una speranza, la sua pace è vita vissuta entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Ci ricorda papa Leone che quella di Gesù è una pace disarmata, perché disarmata fu la sua lotta fino alla fine, nonostante le molteplici provocazioni allo scontro e le sfide in cui volevano affrontarlo.

Questa è la novità di cui noi cristiani siamo, insieme, profeticamente testimoni. E le armi che noi «impugniamo» sappiamo bene che non sono quelle convenzionali. Il messaggio ne elenca altre più diffuse, ma non meno letali, come le armi della paura del diverso, del linguaggio irrispettoso, delle barriere innalzate, della prevaricazione…, dell’indifferenza.

San Francesco d’Assisi è presentato come esempio di un tale risveglio. Fratelli tutti ricordandolo suggerisce che la sua è una storia che vuole continuare in noi. Ai suoi tempi si innalzavano torri di guardia e mura difensive e mentre le guerre si combattevano fra le famiglie potenti, crescevano le zone miserabili delle periferie abbandonate. Ma fu proprio tra le mura diroccate di un edificio travolto dalla furia della guerra, che Francesco ricevette dentro di sé la vera pace: si liberò da ogni desiderio di dominio sugli altri.

Papa Leone ricorda che la pace è disarmante. La bontà è disarmante!  Si legge nel messaggio che «Forse per questo Dio si è fatto bambino». È la presenza di un Dio senza difese, deposto nella mangiatoia di Betlemme dal quale l’umanità può scoprirsi amata. Nulla ha la capacità di cambiarci quanto un figlio!

Il Papa, infine, auspica che «ogni comunità diventi una “casa della pace”, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, dove si pratica la giustizia e si custodisce il perdono».

È l’augurio che ci scambiamo in questo inizio anno 2026: una pace disarmata e disarmante.

 

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