Natale, ovvero il giorno della debolezza di Dio

La debolezza è una esperienza angosciosa e oltre a tenerla in ogni modo lontana dalla nostra quotidianità, piano piano l’abbiamo fatta scomparire anche dal Natale.
Nei presepi l’abbiamo trasformata in tenerezza, in poesia, in dolcezza: il bambinello è sorridente e il suo giaciglio straordinariamente illuminato, è oggetto di numerose visite, perfino di abbondanti e preziosi regali.

Per chi crede che il natale non è una bella favola, ma un evento fondamentale nella storia e nella vita, non può dimenticare che questo è la prima manifestazione della debolezza di Dio.
Ed è una buona notizia!
Dio ha cancellato le distanze perché non ci ha guardati dall’alto della sua onnipotenza, ma è sceso in basso per essere alla nostra altezza, di noi piccoli e deboli.
«Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti».
Nella piccolezza e nella debolezza di un bambino nato da donna, Dio ha trovato la sua gloria!
Non contaminiamo di potenza effimera il mistero della debolezza!
Vigiliamo e custodiamolo nella sua autenticità.
Buon Natale a tutte le visitatrici e visitatori che ringraziamo per la considerazione e la stima che riservano al nostro blog.
La Redazione
