Un sant’uomo, ma originale
«È un sant’uomo, ma originale», così lo ebbe a definire Mons Bonomelli.
Mons Bonomelli, Vescovo di Cremona dal 1871 al 1914, sapeva che Don Vincenzo era un prete a cui poteva chiedere qualcosa di diverso rispetto a molta parte del clero su cui, piuttosto, voleva stendere un velo pietoso.
A Regona lo inviò per riparare i mali del predecessore. Dopo dieci anni gli «ordinò» di andare a Vicobellignano per far fronte alla presenza di una comunità di protestanti metodisti, costituitasi per un contrasto tra la popolazione e il parroco precedente.
Quando il vescovo volle incoraggiare un coadiutore un po’ reticente ad andare a Vicobellignano, bonariamente gli disse: è un sant’uomo, ma originale.
Un sant’uomo, perché di Regona aveva fatto un «conventino» e a Vicobellignano pur non avendo estirpato l’eresia aveva stabilito relazioni di stima e fiducia con i pastori e gli adepti.
Un prete serio e coerente, retto, disponibile a rattoppare strappi altrui.
Perché il Vescovo lo riteneva un originale visto che Don Vincenzo fuggiva l’esposizione pubblica? Sicuramente agiva in modo autonomo e spontaneo, fedele alle proprie convinzioni che difendeva con sicurezza, soprattutto quando si trattava di sostenere le posizioni del Papa. Aveva un carattere ruvido e, quando riusciva a lasciarsi andare, la sua ironia non mancava mai il bersaglio.
Era consapevole di essere apprezzato come predicatore, per questo non rinunciava ad assentarsi frequentemente dalla parrocchia per la predicazioni delle missioni al popolo, anche se lo accompagnava il disappunto dei suoi collaboratori che dovevano sostituirlo.

Pur potendo indossare abiti adeguati alle circostanze, si presentava in curia con vesti abbastanza logore, anche se pulite.
Aveva dato inizio ad una associazione di consacrate a metà tra le Figlie di Maria e le Orsoline di Sant’Angela Merici. Non ne aveva fatto parola con i suoi superiori per parecchi anni e fu costretto a farlo dopo una soffiata che il Vescovo ricevette e che gli guadagnò un richiamo ufficiale e una sospensione della associazione.
Santità e originalità, in don Vincenzo, non si neutralizzano ma si completano perché sono le due facce della stessa medaglia