Pasquetta

La grande celebrazione della Pasqua prosegue il lunedì appena successivo con un rituale molto diffuso: la passeggiata fuori porta o pasquetta.

È una giornata con un sapore tutto campestre e molto familiare. Infatti, ci si reca, parenti  o amici, in uno spazio verde, presso una cappella isolata o altro luogo caratteristico, rigorosamente in mezzo al verde, e alla fine si pranza tutti insieme. È indubbiamente un rituale che ha qualche allusione al cammino dei due pellegrini verso Emmaus e del pasto a cui invitano lo sconosciuto che ha accettato di fare la strada con loro. Porta la storia di Emmaus nella nostra vita.

Oggi il rituale della pasquetta è diventato una semplice scampagnata, ma lascia intravvedere alcune verità di assoluta bellezza, in una società anonima e grigia per la routine in cui è aggrovigliata. Stare insieme gratuitamente e senza orari ci aiuta a sperimentare non solo che è bello condividere ma che il Risorto è con noi, in mezzo a noi e  può spiegarci ciò che già abbiamo vissuto in precedenza. Il cibo condiviso e magari preparato insieme può rimandare alla memoria del Risorto, alle sue parole: «ogni volta che mangerete…»
La passeggiata in mezzo alla natura è anch’essa un richiamo alla Pasqua perché il creato che rifiorisce è il segno che in Cristo la vita ha vinto la morte.

Certo, la vita che sboccia nuova in primavera tornerà a morire in autunno. Ma in questo rifiorire si cela la promessa di una vita che non morirà, la promessa di una Pasqua perenne.

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