Pagine di vita, racconti di un’anima (42)

Ponteterra, 1 luglio 1900

Ho rivisto suor Maria, ormai solo pelle e ossa, rannicchiata nel suo letto. Come ha potuto resistere in quello stato fino a oggi? Gli occhi hanno la dolcezza di sempre. Le comunico che ora resto vicino a lei anche per dare un po’ di sollievo alle suore della casa che la curano. Con un fil di voce mi chiede della mia salute, delle suore che sono rimaste a Lodi e di Taddea. Non che le servissero le informazioni, ma il suo interessamento è rivolto a ciò che in quel momento sta a cuore a me. Ancora una volta conferma il suo stile, quello cioè di dimenticare se stessa per sollevare gli altri.

Coerente a questa attenzione verso gli altri mi ha raccomandato di riposare, di mangiare e di dormire per riacquistare le forze. Solo dopo che mi sono rimessa in forze, posso andare a salutare don Vincenzo.

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