Pagine di vita, racconti di un’anima (12)

Lodi, 8 dicembre 1896

Oggi è la festa dell’Immacolata e voglio onorare la Vergine Maria sostando un po’ più a lungo davanti alla sua immagine. Solo un cortiletto separa il saloncino dove viviamo dalla cappella dell’Istituto Santa Savina. Qui, sopra l’altare, campeggia la statua della Madonna di Lourdes, che da qualche mese è testimone delle mie lacrime e dei miei sospiri. Tutte le mattine andiamo per la santa Messa e la comunione. Ma l’ora più cara e preferita è quella della sera.

Quando tutte le ospiti della casa sono a cena, posso passare là un tempo più o meno lungo senza timore di essere osservata. Sono momenti di grande sollievo e conforto. Anche oggi depongo nel cuore della Madonna le mie tristezze e il mio sconforto che da qualche mese mi accompagnano. Mi ritenevo una giovane serena, allegra, spensierata e invece adesso, mi costa esserlo, esprimerlo, esternarlo.  Il peso dello studio unito a una convivenza a cui sono totalmente nuova, mi hanno un po’ cambiato il carattere. La confidenza in Dio è indispensabile per me per non perdere di vista lo scopo soprannaturale di tutto: sacrifici, umiliazioni, difficoltà sarebbero insormontabili senza il conforto che il buon Dio non mi fa mancare, anche in modo straordinario.

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