Una insaziabile sete di potere

Massacro: una parola che fa venire i brividi anche a chi ha la scorza indurita. Se poi si parla di massacro di bambini, anche i più ruvidi e insensibili non possono non avere un moto di raccapriccio misto a compassione per le vittime e collera verso il carnefice. Posso garantirvi che quello che hanno dovuto vedere i miei occhi e che il mio cuore ha dovuto sopportare è assolutamente inenarrabile. Impossibile riuscire a rendere l’idea dello strazio, del dolore e della disperazione delle mamme e dei papà di Betlemme che si sono visti strappare dalle mani i loro figli per essere uccisi brutalmente; ammazzati come cani, da un momento all’altro, in nome dei deliri di onnipotenza di quel pazzo criminale che ci governa, il re Erode.

Mio fratello e mia cognata sono tra le coppie sventurate a cui è toccata questa tragedia. Il mio amato nipotino non c’è più. Può mai esserci un motivo plausibile per la crudeltà e l’odio spietato? Potranno mai trovare pace i cuori di una mamma e di un papà, vittime di una violenza così atroce? È vero, siamo in tanti a soffrire, tutta Betlemme è sconvolta da quanto successo. Ma il fatto di non essere i soli a star male non ci consola e non alleggerisce di un grammo il peso che ci grava addosso.

È un tempo strano questo che stiamo vivendo. Il censimento ha scosso il solito tran tran di Betlemme portando un gran movimento di gente, tra cui personaggi davvero bizzarri. Qualche settimana fa è arrivata una carovana di sedicenti astronomi o astrologi, o non so ché. Mi pare ci fosse chi li chiamava magi. Gente sapiente, si diceva. Sostenevano di essere capaci di scrutare il cielo ed erano in cerca del re dei Giudei appena nato e segnalato a loro dal sorgere di una stella. Maledetti loro! Se non fossero andati a stuzzicare quel sanguinario di Erode, con le loro fandonie su re e messia, non sarebbe successo niente! E invece…

Parlare di un re appena nato a un folle come Erode che non ha esitato a far uccidere sua moglie perché sospettava volesse rubargli il trono, è stato come buttare un tizzone ardente su un covone di paglia. Il fuoco del suo furore si è acceso, indomabile e violento, prendendo carne in un ordine immediato di uccidere tutti i bambini al di sotto dei due anni, potenziali usurpatori del suo dannato potere. Ed eccolo là, tronfio ed ebbro della sua illusoria potenza, pagata col sangue di innocenti creature. Betlemme, casa del pane, è ora casa inconsolabile. Ecco il regno conquistato da Erode: un pugno di uomini e donne distrutti dal dolore, incattiviti dalla rabbia, trafitti anche loro dalla spada che ha ucciso i loro figli. Erode il Grande, sarà chiamato. Ma mai uomo giunse a siffatta bassezza. Il ridicolo Erode il grande, che ha avuto paura dei vagiti di un neonato.

Rispondi