Incontro ravvicinato con suor Maria Caccialanza

Nel giorno della nascita al cielo di suor Maria Caccialanza condivido questo episodio risalente ai primi anni ’90, senza alcuna pretesa di connotarlo di straordinarietà, perché trattandosi di qualcosa di indefinibile sarebbe davvero fuori luogo. Lo riporto per confermare una verità su suor Maria: la sua semplicità non era solo un aspetto della sua persona ma aveva uno stretto legame con il Divino.

Ecco il fatto.

Tra le scatole dell’archivio generale ne avevo intravista una con la scritta: Ricordi dei Venerati Fondatori. Ho considerato questa etichetta anomala perché il Fondatore per noi è sempre stato uno solo, Vincenzo Grossi. Poi però aprendola per capire che cosa conteneva oltre ad alcuni manoscritti di don Vincenzo ho notato delle scatolette di diverse dimensioni contenenti ricordi di suor Maria Caccialanza, crocifisso, corona, medagliette, immaginette…Veniva così risolto l’enigma della dicitura all’esterno della scatole. Maria Caccialanza era considerata alla pari del Fondatore.

Mentre, però, aprivo una scatola che a sua volta ne conteneva altre ho avvertito un profumo intenso, ben definito, morbido, caldo, antico. L’ho subito attribuito alla polvere di borotalco che un tempo usavano per impedire che gli oggetti di metallo si ossidassero. Guardai bene ma non c’era traccia alcune di polvere. Ho pensato ad un biglietto di carta profumata, ma nessun biglietto né alcun oggetto, presi da soli avevano quel profumo. Chiudevo la scatoletta e quando la aprivo percepivo il profumo, nitido, sempre uguale. Quando ho verificato che niente, neppure la scatoletta vuota aveva quel profumo, ho concluso che ero davanti a qualcosa di straordinario: c’era una presenza spirituale significata da quelle reliquie.

Ho chiuso la scatoletta, ho riposto tutto con cura e non ho più avuto la tentazione di andare a riaprirla.

È rimasta dentro di me la convinzione che se la presenza fisica di Maria Caccialanza nella vita dell’Istituto è stata breve, solo sei anni, quella spirituale ha superato il tempo, le varie vicissitudini ed è una presenza simile ad un profumo, discreta, gradevole e inconfondibile.

Sappiamo poche cose della sua esistenza ma nessuna di noi ignora la sua oblazione spirituale, e non solo, per i sacerdoti, per la loro santificazione e per la Chiesa. Questo ricordo di lei anche se non materializzato, è indelebile tra noi figlie dell’Oratorio.

suor Caterina Margini

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