Avvento: intravedere gli spiragli di luce

L’Avvento, nell’emisfero nord del nostro pianeta, cade nel periodo dell’anno in cui la luce del giorno decresce in durata e intensità fino al solstizio di inverno, momento dal quale inizia la graduale ripresa.

Il tempo dell’Avvento, anche nel suo significato liturgico e di esperienza cristiana, non è un tempo di luci, ma di spiragli di luce, di fessure attraverso le quali giunge a noi la  speranza, accesa  e alimentata dalle parole del profeta: Il vostro liberatore verrà, non tarderà.

È un tempo nel quale «osiamo sperare vigilanti nell’attesa», con gli occhi aperti, pronti a guardare alla storia, a questa nostra storia, che vive il dramma della pandemia, non in maniera fatalistica e oltre ogni pessimismo, perché le nostre radici sono nel cuore stesso di Dio.

L’Avvento è abitato da sentinelle, con gli occhi sempre aperti, attente ai segni che annunciano la venuta del Signore; è uno spazio  e un tempo per uomini e donne di speranza certi di ricevere dal natale di Gesù non solo  un supplemento di vita, ma una nuova Vita.

Al termine dell’Avvento non ci attende la visione del Signore, seduto con maestà nella gloria, circondato dagli angeli, ma l’incontro con un bambino avvolto in fasce, nato in una notte illuminata solo dalle stelle, perché Dio preferisce la loro luce mite, perché non si impone ma si propone, perché non appare come un bagliore ma come lampada che illumina i passi di ogni uomo a fianco del quale, accostandosi, egli cammina.

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