Ecco, concepirai un figlio… Colui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio

L’iconografia cattolica ha sempre messo al centro di questo «mistero gaudioso» la figura di Maria nel suo assenso – «fiat», «eccomi» – alle parole dell’angelo. Anche la religiosità popolare ha sempre celebrato questa data con una forte impronta mariana.

Ma… quella di oggi non è la festa di Maria, è una solennità cristologica.

Inesattezza di comprensione? Adattamento pastorale?

La preghiera dell’Angelus, che riassume in sé questo mistero ed è intercalata dalla invocazione a Maria, sottolinea le tre tappe del coinvolgimento della Vergine, ma è centrata tutta su Gesù: annuncio della Sua incarnazione, Suo concepimento, Sua incarnazione.

Questa centralità di Gesù non toglie nulla a Maria perché è a Lei che Dio ha comunicato il suo piano, è Lei che ha concepito il Figlio di Dio, è Lei  che ha fatto del suo grembo la prima dimora del Verbo di Dio fattosi carne.

Dio ha trovato in lei il vaso per versarvi il profumo prezioso. E noi abbiamo cura del vaso perché custodisce una essenza unica ed inestimabile.

Don Vincenzo Grossi scriveva che «in lei niente appare straordinario, che nessuno sa che ella è Madre di Dio; vive nella sua semplice casa di cui si prende cura, adempie i suoi doveri di sposa, di madre e di credente, come qualsiasi altra figlia di Sion».

Maria non si è mai messa al centro, perché quel posto lo deve occupare suo figlio, il Figlio di Dio.

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