Alle radici della nostra spiritualità: il Sacro Cuore (1)

Al centro del mistero del mondo c’è Gesù Cristo.
Al centro del mistero di Gesù Cristo c’è la sua morte che si schiude nella risurrezione.
Al centro del mistero della sua morte c’è il suo amore, il suo cuore.
Nel Cuore di Gesù è espresso il nucleo essenziale del cristianesimo; in Cristo ci è stata rivelata e donata tutta la novità rivoluzionaria del Vangelo: l’Amore che ci salva e ci fa vivere già nell’eternità di Dio. «Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Gv 3, 16). Il suo Cuore divino chiama allora il nostro cuore; ci invita ad uscire da noi stessi, ad abbandonare le nostre sicurezze umane per fidarci di Lui e, seguendo il suo esempio, a fare di noi stessi un dono di amore senza riserve. (Benedetto XVI, 19.6.2009)

 

Ci prepariamo a questa solennità con due brevissime riflessioni:

  1. Cenni  storici sul culto al Sacratissimo Cuore di Gesù
  2. Il Cuore di Gesù fonte di vita e santità per le Figlie dell’Oratorio.

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1. Cenni storici sul culto al Cuore di Gesù

La devozione al Sacro Cuore si sviluppò fin dai primi secoli della Chiesa: infatti la piaga del Costato Cristo venne concepita come porta d’ingresso per arrivare alle profondità più intime del Sacro Cuore, anch’esso trafitto dalla lancia. Testimonianze le troviamo in:

  • San Ireneo di Lione, vescovo martirizzato nel 208, che scrisse: «La Chiesa è quella fonte di acqua viva scaturita per noi dal Cuore di Cristo».
  • San Giustino, martirizzato nel 165, che affermava: «Noi cristiani siamo il vero Israele uscito da Cristo, scaturito dal Cuore di Cristo come l’acqua dalla roccia».
  • Papa san Gregorio Magno che così esortava il fedele: «Intuisci nelle parole di Dio il suo Cuore, affinché tu possa avere una più ardente attrattiva per i beni eterni».
  • Anche San Bernardo di Chiaravalle scrisse: «Il segreto del Cuore ci venne scoperto mediante la ferita nel Costato, rivelandoci questo gran sacramento di bontà; le viscere misericordiose del nostro Dio».

Nel secolo XIII, questa devozione ebbe una maturazione teologica, soprattutto per merito degli Ordini mendicanti. Francescani e Domenicani, con la loro ardente predicazione e il loro sapienziale insegnamento. San Francesco di Assisi, san Domenico, sant’Antonio da Padova, sant’Alberto Magno, san Bonaventura, san Tommaso d’Aquino e più tardi santa Caterina da Siena, santa Brigida di Svezia e altri santi si fecero banditori della spiritualità del Cuore trafitto.

Con l’avvento dell’epoca moderna – caratterizzata da una crescente attenzione all’aspetto umano del Redentore, alle sue caratteristiche interiori ma anche fisiche, alla sua vulnerabilità, e quindi da una crescente sensibilità per i dolorosi misteri della Passione, ma anche dell’Infanzia, dimostrata dal diffondersi di pratiche come la Via Crucis e il Presepio – si realizzò un cambiamento nella spiritualità, che cominciò a perdere il suo stile luminoso e glorioso, per prenderne uno più umile e accorato. Molte devozioni si orientarono a svolgere una funzione soprattutto di riparazione ed espiazione delle colpe umane.

In questa nuova situazione, molti scrittori spirituali rilanciarono la devozione del Sacro Cuore, affidandole il compito di espiare le colpe dell’ epoca. Ricordiamo il ruolo speciale che ebbe san Francesco di Sales (1567-1622) il quale insegnò non solo l’imitazione dei sentimenti intimi di Cristo, – umiltà, dolcezza e pazienza – ma anche la conformazione del cuore umano a quello divino. Per sua influenza santa Giovanna di Chantal fondò l’ordine della Visitazione e ad una religiosa di quest’ordine, santa Margherita Maria Alacoque, Gesù rivelò i misteri del suo Cuore.

Infine, san Giovanni Eudes (1601-1680) divenne il “padre, dottore ed apostolo” della devozione al Sacro Cuore. Siccome alla devozione per Gesù univa quella per la Madonna, egli divenne apostolo dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria.

Soltanto nel 1856 la solennità del Sacro Cuore di Gesù fu introdotta nel calendario liturgico latino da Pio IX, che ne fissò la data al terzo venerdì dopo Pentecoste.

Tre Papi, Leone XIII, Pio XI e Pio XII rispettivamente con tre encicliche Annum Sacrum (1899), Miserentissimus Redemptor (1928) ed  Haurietis acquas (1956), approfondirono  questo aspetto della Persona di Cristo dal punto di vista teologico e pastorale.

Leone XIII, il papa che portò tutto il peso del modernismo, della fine del potere temporale dei papi, del positivismo e papa Franc e Sacro Cuoredel razionalismo, e di altri fenomeni sociali e culturali aggravati dalle profonde divisioni tra gli Stati e dalla corsa agli armamenti, volle consacrare tutto il genere umano al Sacro Cuore, per riparare i danni causati all’umanità proprio da questi eventi.

L’accostarci a Cristo, nel mistero del suo Cuore, ci consente di soffermarci sull’aspetto centrale e nello stesso tempo a noi più accessibile, della rivelazione dell’amore misericordioso del Padre, che costituisce la missione messianica del Figlio dell’uomo » (Giovanni Paolo II, Dives in misericordia, 13).

N.B.

Quanto riportato in questo post è stato attinto da siti internet, in particolare: maranathà e parrocchie.it

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