Le Figlie dell’Oratorio da 50 anni in Argentina

«Di generazione in generazione

la sua misericordia si stende su quelli che lo temono»

Le intuizioni di san Vincenzo fatte realtà si sono tramandate di «generazione in generazione», da figlia dell’Oratorio a figlia dell’Oratorio; un carisma, il nostro, che perdura nel tempo, che cammina nella storia. Mappamonto italia-argentinaIl sogno di un umile parroco di campagna ha avuto la forza e la «grazia» di attraversare l’oceano. E oggi io, figlia dell’Oratorio della penultima generazione,  posso guardare con stupore e commozione come il carisma ha fatto strada nella vita e la realtà di molte persone oltreoceano.

Gli inizi della nostra missione in Sudamerica così  vengono  raccontati da Carlo Bellò:

IMG-20160120-WA0003 (640x430)Alla fine gennaio 1966 quattro figlie dell’Oratorio, dopo aver ricevuto la missione dal Pontefice Paolo VI simbolicamente espressa nella consegna dei crocifissi, partirono per l’Argentina e assunsero l’incarico di opere parrocchiali alla periferia di Buenos Aires (Ciudadela). Un secondo contingente di figlie è inviato a Caseros, nella periferia di Buenos Aires, in un villaggio di baracche, tra le quali fu aperto un centro assistenziale, asilo, scuola di lavoro, refezione, scuola primaria: cioè le medesime antiche, umili opere degli origini padane trapiantate nei sobborghi di una metropoli sudamericana.

Mi sembra di poter descrivere questi inizi come un gesto di coraggio e di misericordia:  il coraggio di saper ascoltare e «obbedire» alla voce della madre Chiesa che al termine del Concilio Vaticano II invitava gli Istituti religiosi ad aprirsi alla missione ad gentes; la misericordia perché tale invito chiedeva cuori capaci di commuoversi per l’umanità, aperti e sensibili all’urgenza di annunciare il vangelo!

San Vincenzo nelle Conferenze alle Religiose esprime molto bene questo concetto: «Le religiose contemplative sono la santità, le insegnanti la verità, voi siete la misericordia: siete tutte l’amore e una forma di Gesù, il quale se riscattò il mondo con la preghiera, col sacrificio, con l’istruzione, fece primariamente opere di misericordia».

Parole cariche di significato e di impegno, l’impegno ad essere «la forma di Gesù», ad avere i suoi sentimenti, i suoi criteri e il suo stile, atteggiamenti che si sono anche concretizzati, 50 anni or sono, nella decisione di essere, come Istituto, presenza evangelizzatrice nel Continente sudamericano.

Parole attuali, per noi, oggi; parole che sono un richiamo a continuare ad essere MISERICORDIA, ovvero ad avere il cuore rivolto ai miseri, soprattutto i giovani che hanno bisogno di essere incontrati, amati, riconciliati, salvati.

Celebrare il Giubileo missionario ad gentes del nostro Istituto in Argentina è una occasione per rinnovare il proposito di vivere come autentiche figlie di san Vincenzo cercando di dare «carne e ossa» al carisma che lui ci ha donato, di essere figlie che riproducono i tratti caratteristici del loro padre che sempre ci ha spronato a puntare in alto e ci ha offerto mete chiare: «Non basta né il desiderare, né fare il bene al prossimo: è necessario amarlo».

Celebrare questo anniversario importante è un invito a dire  ad una sola voce:

GRAZIE, per quello che c’è stato!

SÌ, per quello che verrà!

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