Seguiamo la passione con lo sguardo di Maria

(Tratto liberamente da Maria di Nazaret)

Maria, nella imminenza della pasqua, aveva in cuore il presagio che qualcosa stava accadendo al figlio per la tensione che si era creata nelle ultime settimane attorno a Gesù, tensione che ne accompagnava le vicende fin dall’infanzia. Ora ripensando ai gesti e alle parole di Gesù si chiedeva «che ne sarà di lui?» e sperava che nessuna sorpresa gli accadesse.

Aveva probabilmente partecipato alla cena pasquale e quando udì le parole del figlio «questo è il mio corpo e questo è il mio sangue» ebbe un sussulto intimo. Gesù che si era nutrito del corpo e del sangue di sua madre nel tempo della gravidanza, ora, a sua volta, come una madre, lasciava in eredità se stesso ai suoi amici.

Poi sono venute le ore della notte, la concitazione dell’arresto. Maria seguiva Gesù con lo sguardo, viveva con fede il buio del venerdì santo, anche quando le luci del giorno illuminavano funeste lo svolgimento del processo. Nessun privilegio per lei se non quello procuratogli dal discepolo Giovanni di seguire ad una distanza ravvicinata tutto il dramma del figlio. Ma può essere un privilegio rendersi conto che al figlio stava succedendo quello che tante volte aveva visto nel tempio: il sacrificio degli agnelli?

Come discepola aveva accolto e conservato nel cuore i segni dell’azione di Dio fin dal principio e lungo tutta la vita del figlio, anche quando tutto sembrava perduto.

La sosteneva la speranza che la morte infame alla quale il figlio era sottoposto non fosse senza valore, e non avesse conseguenze. Ed ella raccoglieva il sangue versato del figlio, sangue ed acqua, i liquidi in cui ogni vita si genera.

Maria non conosceva il come e il quando, ma credeva con tutta se stessa  che questa morte era per la vita e la salvezza del popolo. Maria lo sapeva: ogni morte, in Dio, porta il suo frutto. Ha riconosciuto, lei sola, la stella che annunciava il mattino di un giorno nuovo nel quale Gesù stava generando la nuova comunità, la comunità pasquale, la Chiesa, noi.

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