La gioia (Una parola… 28)

Paolo enumera la gioia fra i primi frutti dello Spirito Santo. La gioia è uno dei primi elementi della vita spirituale; senza di essa non si va avanti o si torna indietro.

Siamo spinti a cercare il meglio, il nuovo, il sempre di più, ma non siamo mai soddisfatti. Possiamo anche provare momenti di ebbrezza, di pienezza, un senso di appagamento ma che a lungo andare si rivela falso…

«Ogni bene è fuggevole quaggiù, – scrive san Vincenzo Grossi–  fuggevole in sé, nei suoi effetti, incapace di rendere l’uomo veramente felice. Si fa l’abitudine a tutto, alla ricchezza, agli onori, alla fortuna, ai piaceri. Sì, io sono persuaso che tutto quello che più alletta in questa vita, come gli spettacoli più interessanti, le vivande più saporite, le compagnie più gioconde… svaniscono come fumo; i piaceri si dissipano come un sogno; le ricchezze si dileguano come l’acqua; gli uomini singoli, le generazioni umane, i secoli passano; ogni cosa si consuma».

Suggerisce papa Francesco: «La vera gioia non viene dalle cose, dall’avere, no! Nasce dall’incontro, nasce dal sentirsi accettati, compresi, amati e dall’accettare, dal comprendere e dall’amare; e questo non per l’interesse di un momento, ma perché l’altro, l’altra è una persona. La gioia nasce dalla gratuità di un incontro».

Continua san Vincenzo Grossi: «Quando siamo gioiosi, tutto ci riesce bene; nulla ci coglie all’impensata o ci turba; quasi non possiamo fare sospetti o giudizi temerari. Non ci importa la sorta di compito che ci viene inaspettatamente imposto? Che importa se ci accade qualche piccolo disinganno? Che importa se siamo provocati a perder la pazienza od a trasporti?»

Non ciò che è effimero dà la felicità, ma solo l’amore sazia la sete d’infinito che è in noi.

 

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