Tre coincidenze e una opportunità

Le coincidenze: la ricorrenza della festa di san Filippo Neri, patrono della gioventù e delle suore figlie dell’Oratorio, la partenza definitiva di una ospite e il diciannovesimo compleanno di un’altra. Tre ottimi ingredienti per fare una festicciola che voleva essere anche a conclusione di un percorso impegnativo. Occasione unica per un incontro ufficiale e vivace di gruppo. Il clima mite, un giardino gradevole e la consolidata convivenza a prova di contagio Covid hanno creato le condizioni ambientali per poterla organizzare.

Quello che voleva essere una cena di circostanza è diventata un’opportunità per le ospiti stesse e per la nostra comunità, che si è presa cura di loro. L’opportunità di dirsi reciprocamente quanto è stato bello e importante essersi incontrate, distanti per  provenienza, dal Nord Europa fino all’estremo sud della Sicilia, lontane per interessi, liceali, matricole, laureande, studenti della magistrale, corsiste di una Accademia. La diligenza nello studio, la costanza a rimanere in casa, il rispetto del distanziamento, la difficoltà al rientro settimanale in famiglia, circostanze tutte non allettanti e non invitanti non sono state da loro subite come limiti ma vissute come opportunità.

Noi adulti abbiamo un mantra che ripetiamo alla noia: tornare alla normalità, soprattutto alla nostra abitudinarietà, perché ci dà sicurezza, possibilità di controllo. Le giovani ospiti hanno trascorsi questi mesi non in attesa di poter vivere come prima, li hanno vissuti in modo creativo, costruttivo, usufruendo del tempo a disposizione e della presenza di altre coetanee. La diversità dei caratteri è diventata ricchezza, perché ha sviluppato tolleranza, fiducia, rispetto, integrazione. L’affinità ha prodotto amicizie, collaborazioni importanti, complicità, senso di protezione, aiuto, ascolto, comprensione. La convivenza ha creato gruppo di amiche, non per uscire, ma per stare insieme.

Non si sono percepite deprivate, hanno accolto tutte le circostanze, anche quelle limitanti come il coprifuoco, come opportunità a loro disposizione e ne hanno fatto pagine di vita che ha arricchito il loro «curriculum esperienziale e relazionale».

La cena, rigorosamente in giardino, la presenza di due ospiti insoliti – l‘immagine della Madonna del Buon Consiglio, patrona dell’Acisjf e di san Filippo Neri, patrono di noi suore Figlie dell’Oratorio – i palloncini, qualche cibo sfizioso, le candeline da spegnere, la musica e i balli rischiosamente sulla ghiaia sono stati solo la cornice di un quadro che era già compiuto, una piccola ma preziosa opera d’arte…sul tema dello «stare insieme».

«Stare insieme» è, infatti, l’obiettivo della Casa, insieme anche se non vicine…ripete uno slogan di questo tempo di emergenza sanitaria. Ancora una volta le ospiti hanno raggiunto l’obiettivo della «mission» dell’Acisjf: stare insieme non come inquiline ma nell’amicizia, non quella finalizzata a fare l’aperitivo…ai Navigli, ma quella che porta al confronto, al racconto di sé, che si costruisce durante i pasti, sui divani dei soggiorni, nelle camere alla sera…, guardando insieme un film o un programma televisivo o mentre si fuma una sigaretta in giardino.

Noi, operatrici, continuiamo ad agitarci nell’intento di  raggiungere l’obiettivo e, sorpresa, le ospiti ci hanno precedute. A noi, ancora una volta, il compito di offrire un contesto di accoglienza, di fiducia, di cordialità, di disponibilità e, perché no, di invito al rispetto delle regole. Poi le ragazze sono le tessitrici di relazioni significative e importanti per se stesse e per il gruppo.

Rispondi

  1. Gioco in casa, lo so, ma non posso che condividere quanto scritto nell’articolo.
    Stare con le ragazze in questo tempo particolare ha comportato, e comporta, ulteriore fatica. Tuttavia loro non si sono lasciate travolgere dalla situazione anomala. Un invito a non subire passivamente quanto accade, non compiendo gesti eclatanti, ma offrendo la voglia di essere comunque se stesse, senza nostalgie sterili per il passato.

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