Il giudizio della folla contro Gesù

«Era troppo istruito Pilato per non conoscere che le accuse contro Gesù erano false. Per questo volle salvarlo ricorrendo all’uso giudaico, a Pasqua, di salvare un reo. Propose la scelta tra Gesù e Barabba: e sperava molto nel suo ritrovato. Ma che cosa non può fare l’odio e l’accecamento?

”Non costui ma Barabba”, ecco la risposta che ebbe Pilato.

Perché la folla era così tanto contro Gesù? Perché  non volevano accettare quello che diceva…, perché smascherava la loro ipocrisia, predicava senza guardare in faccia a nessuno. È per questo che gli fecero subire la terribile umiliazione di essere posposto a Barabba.

Non indigniamoci solo contro la folla di Gerusalemme: volgiamo la nostra collera pure contro di noi. Perché ogni volta che noi commettiamo un peccato facciamo come ha fatto la folla: preferiamo il peccato a Dio.

Ogni volta che pecco, riconosco che faccio male, come ad esempio: coltivare la rivalsa, attuare l’ingiustizia e nel fare queste ed altre cose, disprezzo Dio medesimo e lo pospongo alle mie voglie. Magari non lo diremo con le parole “prima quello che piace a me e poi Dio”; non diremo: “tolle, tolle”; ma coi fatti diciamo: “È troppo duro questo comandamento, troppo stretta la via. Non abbiamo altro re che Cesare” , cioè prendiamo in considerazione prima noi e le nostre voglie e poi Dio.

Ma voi mi direte che non si fanno tutte queste riflessioni mentre si pecca.

Molti peccano con tutte queste riflessioni: peccati deliberati. Per altri è vero che vanno giù nel male senza tante riflessioni ma con tutto ciò non sono scusabili. Anche la folla era come accecata e non badava a quel che faceva: eppure hanno compiuto la scelta più drammatica e ingiusta!

E perché non mettervi tutta l’attenzione per non cadere nel peccato?»

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