Cosa porto nel cuore

«Quando t’imbatti in una cosa bella, la racconti. E quando t’imbatti in una cosa vera, la dici. E se hai capito che la storia di Gesù ha illuminato il cammino del mondo e dell’uomo dandogli senso, allora lo racconti. Non puoi farne a meno. E se l’incontro con Gesù ha cambiato la tua esistenza dandole forza, direzione, senso, allora inviti gli amici a condividerla». (Bruno Maggioni)

Desidero elevare al Signore un inno di lode per il dono straordinario concessomi di vivere  alcuni anni come missionaria prima in Ecuador e poi Argentina: tredici anni in America Latina e precisamente a Quito – Ecuador e a 9 de Julio in Argentina. Un’esperienza fortemente coinvolgente che ha cambiato la mia vita, il cuore, ma soprattutto il modo di rapportarmi con il mondo. Un’esperienza che  ha allargato il mio sguardo e donato consistenza alla Fede e alla Speranza, e mi ha segnata per sempre.

Con il mio bagaglio di doti personali e di doni di grazia insieme anche alle paure, ho lasciato la mia piccola realtà per essere promotrice di incontri, per essere sguardo, mani e piedi della Parola, di quella che ha riempito la  mia vita e che per me è diventata bellezza..

All’inizio fu molto difficile, ma il condividere l’impegno con le sorelle della comunità, con altri missionari già operanti,  con i catechisti e  gli animatori del luogo, tutti dedicati allo stesso progetto, spesi per una stessa fatica insieme, è stato bellissimo.

Sperimentare il dono dell’Amore di Dio  per me è il dono più bello che ho potuto ricevere, ma non è stato meno bello ed entusiasmante sperimentare di essere dono di Dio agli altri..

Essere missionario è fare esperienza del suo Cuore, è lasciar perdere il proprio io e far spazio a Lui.

La vita di missione è davvero qualcosa che puoi toccare. È un’esperienza di vita, piena di sguardi, di occhi luminosi, che sorridono, che cercano conforto, occhi che desiderano felicità, occhi impauriti, occhi che si lasciano amare, occhi che rimangono nel cuore.

La missione porta alla luce tutto ciò che è bene e si impegna a dargli un nome, una storia, un presente, un futuro capace di interrogare e molto spesso di convertire la vita.

Ecco cosa ho portato a casa dalla missione, non il ricordo di ciò che ho offerto, ma il desiderio rinfiammato, la mia ricerca di rimessa in gioco, il mio cammino rinvigorito. Attualmente sono in Italia .ma il mio cuore è con quella gente con cui ho fatto un pezzetto di strada. Non lo so, e non ho il diritto di sapere che cosa abbia significato la mia presenza in quella terra,una cosa è certa:la mia fede è maturata, si è rafforzata grazie a coloro ai quali sono stato inviata. La loro fede e la loro preghiera sono state una lezione che non dimenticherò mai. Saranno, infatti, i poveri, gli ultimi a tenere viva la fede in mezzo a noi.

suor Luigina Ghizzinardi

Rispondi

  1. ciao sr Luigina grazie per la tua condivisione piena di..cuore. dici che non ti è dato sapere cosa sia stata la tua presenza in mezzo a loro, forse è nascosta in qualche sorriso in più e in qualche lacrima in meno. hai ragione quando dici che sono i poveri e gli ultimi a farci incontrare Cristo.

    credo che nel nostro vivere oggi in questa terra dove siamo, come diceva Madre Teresa, i poveri dobbiamo cercarli nei volti di chi non sorride più di chi non riesce a piangere anche se ha più del superfluo, nei nostri cuori forse un po’sclerotizzati e credo che tu con la carica che hai e che hai ricevuto in terra di missione puoi darci una mano.

    ciao anna